Nell’intervista di domenica 20 Settembre su AlGhadTV, mi sono state poste domande interessanti e provocanti con riferimento ai rischi che logistica, geopolitica e stagionalità invernale pongono all’Europa a causa delle interruzioni legate ai conflitti nel Golfo e al fronte Russia-Ucraina.

Il contesto principale è l’attacco con droni all’oleodotto saudita East-West, che ha spinto Saudi Aramco ad azzerare le forniture di greggio all’Europa già contrattualizzate per il mese di Ottobre 2026 allo scopo di dirottare tali barili verso l’Asia e costringendo le raffinerie europee a cercare alternative in un momento di già elevata tensione sui mercati energetici.

L'intervista è disponibile (con il mio audio inglese doppiato purtroppo in arabo) qui:

Il tema della vulnerabilità europea oramai non fa più notizia. Ne ho parlato con cinico dettaglio nell'articolo del 9 Settembre pubblicato su Rivista Energia e Blog dal titolo "Ue, campione del mondo di crisi energetiche autoprodotte".

Ho poi dedicato ben tre episodi del mio podcast (Senza Scampo (2): dall'ETS al CBAM del 17 Agosto; La Triade Azzoppata (2) del 20 Luglio e Notti Bollenti (1) del 13 Luglio) alla scempiaggine immiserente delle politiche green europee che hanno acuito sulla pelle e sul portafoglio di famiglie ed imprese europee un contesto internazionale di per sè sfidante.

Stavolta la questione è ancora più sottile poichè tocca il nervo scopertissimo delle forniture di petrolio - e non solo di gas naturale - e di quella sua varietà importata proprio dall'Arabia Saudita fondamentale per i già fragilissimi processi di raffinazione volti alla produzione del diesel, ennesima croce su cui l'Europa ha pianificato di crocifiggersi per via del proprio "furore green".

Ascolta il Podcast "Dalla Realtà al Mercato, dal Mercato alla Realtà"