
Ieri 22 agosto 2026 sono intervenuto su Alghad TV a proposito di un ennesimo fronte di sciocca tensione commerciale che si assomma ad un elenco già troppo lungo di nolle prosequi geo-economici e geo-politici: l'escalation dei dazi tra Stati Uniti e Canada. Il punto di partenza è semplice e numerico. Washington ha appena imposto dazi del 50% su importazioni canadesi per un valore di circa 20 miliardi di dollari, dopo il fallimento dei negoziati.
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Non è però, a mio avviso, il segnale di una rottura strutturale. È un'escalation circoscritta — e i numeri lo confermano.
Ho spiegato in trasmissione che la lettura corretta richiede tre chiavi di analisi:
- La proporzione conta più del titolo. I 20 miliardi contestati sono una frazione minima degli oltre 800 miliardi di dollari di interscambio bilaterale USA-Canada. Un'escalation, sì, ma su una porzione contenuta del rapporto commerciale complessivo.
- L'anomalia dell'interdipendenza. Le due economie sono tra le più integrate al mondo, eppure la Casa Bianca sta erigendo barriere proprio contro il partner con cui l'integrazione è più profonda. È una dinamica insolita, e vale la pena chiedersi quanto sia sostenibile nel tempo.
- La geografia batte l'ideologia. Gli Stati Uniti importano dal Canada più di quanto esportino - legname, energia, elettricità, ferro, metalli - non per squilibrio strutturale, ma per semplice prossimità e convenienza. Sostituire quei flussi con produzione interna ha un costo che l'economia americana non può ignorare a lungo.
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Il vero punto di svolta, ho sottolineato, non è nei numeri di oggi. È nel possibile allargamento della disputa a settori strategici - forniture energetiche ed elettriche - che finora restano fuori dal perimetro della guerra commerciale. Se l'escalation dovesse estendersi lì, l'impatto su USMCA e sull'intera architettura del libero scambio nordamericano cambierebbe di scala.
Lies, damned lies and numbers ignorance.
— Domenico De Giorgio, EU. Capre Diem (not a typo). (@degiorgiod) January 5, 2026
MAGA people are over-hyping the Venezuela Oil thing, displaying a massive ignorance of the big-picture.
On paper, VE and CA share certain similarities in their Oil.
Fact is the U.S. imports ~6.5mmbpd from abroad ("Energy Independence" 1/ https://t.co/qT9Iae2b7f pic.twitter.com/YVdnwb6wxj
In sintesi: per ora è una fase di attrito circoscritto tra due economie profondamente interdipendenti. Ma la soglia da monitorare è chiara: è quella energetica.
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