Ho espresso da lungo, lunghissimo tempo un concetto molto semplice ed ovvio – almeno ai miei occhi: l’Occidente ha stretto un patto col demonio

ammettendo la Cina alla WTO nel 2001 dopo anni di pressioni statunitensi e tedesche in tal senso.

Il "China shock" che ne è seguito

è ormai storia

come pure lo è il tracollo della classe media occidentale

e l’enorme divaricazione in Occidente della redditività del Capitale

rispetto a quella del Lavoro. L’evidenza è ubiqua e solo chi è in malafede non la coglie.

Fatta questa doverosa premessa, le posizioni neo-imperialiste di Donald Trump nel suo secondo mandato destano generale scalpore e sono causa di plateale sdegno della sedicente “comunità internazionale”, specie con riguardo a quanto accade in Venezuela.

Sì, gli Stati Uniti hanno bisogno del petrolio del Venezuela
Gli Stati Uniti vogliono il petrolio del Venezuela per realizzare una energy dominance non conseguibile con il solo shale oil domestico.

La cosiddetta dottrina Donroe

Tra energy dominance e dottrina Donroe - Equilibri Magazine
Il Venezuela come banco di prova della nuova strategia di sicurezza USA.

risulta letta prevalentemente come una revanscistica rimessa in atto di esplicite politiche neo-colonialiste ed estrattive delle ricchezze materiali e degli snodi logistici chiave situati in certi precisi punti del globo, specie l’area atlantica, percepita come “giardino di casa” di Washington, come testimoniato sia dal caso Groenlandia

che appunto da quello venezuelano, cubano, brasiliano e financo argentino.

Tutto ciò detto, ritengo sia moralmente riprovevole ed analiticamente inconcepibile che identici e maggiori moti di scorno e deplorazione il sedicente Occidente non li rivolga alla Cina: perché se Washington è correttamente accusata di neocolonialismo, bè, la Cina sta colonizzando ed ha colonizzato di fatto tanto se non più di quanto non abbia fatto e stia facendo Washington.

Le posizioni strategiche e di controllo implicito e silenzioso che Pechino ha costruito in Africa, in Asia centrale ed in Sud America sono vastissime eppure completamente ignorate dai media progressisti occidentali.

Il neocolonialismo è (legittimamente) deplorevole ma solo se è yankee.

Se invece è la Cina ad avvantaggiarsi attraverso cappi pluridecennali di “Goods-for-Credit” (penso al petrolio venezuelano e iraniano, secondo il rodatissimo modello di “L’Occidente Sanziona, la Cina compra di nascosto a prezzi di saldo – vedi

nessuno batte ciglio.

Così come è agghiacciante che l’idra cinese che sta scarnificando la stessa Europa sia semplicemente un “problema commerciale” e non una strategia cinica e precisa che è penetrata nel cuore del modello del capitalismo e della società continentale.

Colonizzami, ma non farti vedere
Il 23 Agosto 2026 il network saudita Asharq News mi ha voluto come ospite per commentare in diretta premesse, prassi e limiti dell’azione che la Commissione Europea ha intrapreso contro il colosso cinese JD.com attraverso le maglie procedurali della Foreign Subsidy Regulation (FSR). أوروبا والصين.. اختلال تجاري يتجاوز

In questo prompt vorrei che tu prima di tutto leggessi con sommo zelo ed attenzione ognuno e ciascuno dei link che ti ho indicato in precedenza.

Partendo da ciò vorrei elaborassi la tesi da me esposta in questo post in maniera strutturata ed argomentata, quasi fosse un saggio.

All'interno del saggio stesso deve trovare spazio in maniera meticolossissima innanzi tutto il perchè del fatto che la debordante e scarnificante presenza cinese a livello planetario sia un "non argomento" nella narrativa occidentale - o quanto meno non lo sia stato sino a quando la seconda amministrazione Trump non ha rozzamente reagito.

Secondariamente ma certo non di minor importanza deve seguire una ricostruzione storico/documentale di tutti i luoghi del mondo e delle relative popolazioni e PIL coinvolti direttamente o trasversalmente da un dominio di fatto cinese esercitato o sui luoghi o sulle risorse naturali o sugli apparati politici e di governo (spesso autocratico) di tali ambiti territoriali.